Vai alla lista notizie Notizie Le leve possibili in un mondo in tempesta 21 maggio 2026 Materia: Newsletter Salva nei preferiti Eccellenza della manifattura, tensione continua all’innovazione sia di prodotto che di destinazioni d’uso, responsabilità ambientale e sociale sono alcuni degli asset di cui dispone l’industria ceramica nazionale. di Andrea Serri, Direttore Responsabile di "CER il giornale della Ceramica" Dall’inizio del decennio l’industria ceramica italiana sta attraversando una delle stagioni più complesse della propria storia. Questo per il manifestarsi di fenomeni dalle dimensioni globali, in molti casi esogeni alle reali possibilità di incidere da parte delle imprese, compressi da poteri forti, quali la speculazione finanziaria o la burocrazia europea, che sembrano porre attenzione ed obiettivi lontani dalle specifiche esigenze dell’economia reale e del lavoro di qualità. Le repentine oscillazioni nel costo dell’energia rendono difficile la pianificazione delle attività, comprimendo margini e capacità di investimento. Il rallentamento dei mercati internazionali, la frenata dell’edilizia europea, la crescente inflazione hanno inciso sui consumi e la crescente instabilità geopolitica che continua a pesare sulle prospettive economiche globali. Le aziende hanno continuato ad investire in efficienza energetica, innovazione di processo, recupero di scarti della produzione e riduzione delle emissioni. Hanno organizzato la manifattura secondo i più elevati standard disponibili, portando alle più alte vette la digitalizzazione della produzione e della logistica, e continuano a puntare sulla qualità e sull’alto valore aggiunto dei prodotti. Hanno continuato a presidiare i mercati internazionali facendo leva su ciò che rende unica la ceramica italiana: design, tecnologia, ricerca, cultura manifatturiera, ma anche capacità relazionali al di fuori del comune. Hanno scelto di affrontare il cambiamento aggiungendo il tema della Responsabilità. Una responsabilità che oggi deve essere letta come equilibrio dinamico tra il rispetto dell’ambiente, la tutela del lavoro, l’attenzione alle comunità e la capacità di generare sviluppo durevole. La ceramica italiana ha compreso prima di altri che competitività e sostenibilità non sono concetti alternativi, ma parte della stessa strategia industriale, che è chiamata a porre sempre più la persona al centro del proprio agire. Quello che le imprese potevano fare, in larga misura, è stato fatto. E continuerà ad essere fatto. Tuttavia, il futuro dipende sempre più dal quadro politico, normativo ed economico europeo ed internazionale. La tutela del mercato europeo da flussi di commercio internazionale – caratterizzati da incolmabili differenze sui livelli ambientali e sociali, per non parlare di unfair trade – e una vera accelerazione nella messa a terra dei grandi programmi di riqualificazione del patrimonio edilizio, in Italia e in Europa possono essere motori potenti di sviluppo. La rigenerazione urbana e l’eccellenza dell’abitare sono qualità della vita, benessere dell’edificio ed anche opportunità di business per l’industria italiana della ceramica. (Maggio 2026)