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Le imprese produttrici di imballaggi confermano la redditività e la solidità patrimoniale

15 ottobre 2026
Materia: Newsletter
imballaggi ceramica

ANALISI ECONOMICO-REDDITUALE: la sostenibilità del business tra volumi e margini
L’analisi del settore degli imballaggi, condotta su un campione omogeneo di 24 società, evidenzia nel 2024 un contesto d’affari in riassestamento. Le vendite complessive registrano un’ulteriore contrazione anno su anno del -11,2%, attestandosi a 1,85 miliardi di euro (rispetto ai 2,08 miliardi del 2023).
Nonostante il calo dei ricavi, la redditività operativa si mantiene su livelli di assoluto rilievo. L’EBITDA (Margine Operativo Lordo) chiude a 295 milioni di euro con un’incidenza sul Valore della Produzione del 15,13%, contro il 15,85% del 2023. Sebbene il valore assoluto segni una flessione (-12,9%), la tenuta della marginalità percentuale dimostra l'efficienza gestionale delle imprese nel preservare i margini industriali.

Da dove nasce questa tenuta reddituale?
L'elemento chiave risiede nell'evoluzione della struttura dei costi:

  • Valore Aggiunto: Sale al 31,48% del valore prodotto (era al 29,36% nel 2023), grazie al consolidamento del calo dei costi d'acquisto non solo in valore assoluto, ma anche come peso percentuale sul valore prodotto.
  • Costo del Lavoro: assorbe il 42,6% del valore aggiunto (rispetto al 40,5% del 2023) e assorbe il 13,43% del valore prodotto (rispetto all’11,89% del 2023). Il valore aggiunto per addetto si attesta a 139 mila euro a fronte di un fatturato medio per dipendente di 419 mila euro (da 471 mila euro del 2023).

Scendendo lungo il conto economico, l'EBIT (Risultato Operativo Netto) si attesta, anch’esso in calo, al 10,48% rispetto al valore prodotto, mentre l'Utile Netto finale raggiunge i 157,4 milioni di euro, pari all'8,08% del valore della produzione (rispetto all'8,99% dell'anno precedente).
Sintetizzando le dinamiche economiche attraverso la lettura grafica del report nella pagina How does it work – Come lavora? : l'area "verde" delle componenti gestionali ottimizzate copre ben l'89% dell'operatività di settore, lasciando al fattore di potenziale criticità o efficientamento (area "rossa") una quota contenuta pari al 10% (oltre all'1% legato ai noleggi).
 
ANALISI STATISTICA PREVISIONALE: le prospettive sull'EBITDA %
Le proiezioni statistiche elaborate dal modello analitico, tratte dalla scheda triennale di settore, prefigurano per il peso % sul valore prodotto dell’Ebitda, per l'esercizio 2025:

  • 64% di probabilità che l’EBITDA% si stabilizzi in una forchetta compresa tra il 12,6% e il 17,7%.
  • 28% di probabilità che la marginalità scenda al di sotto del 12,6%;
  • 8% di probabilità che l'EBITDA% superi la soglia del 17,7%.

ANALISI FINANZIARIA: liquidità, capitale circolante e autonomia
La struttura finanziaria del comparto conferma una notevole solidità patrimoniale e una ridotta dipendenza dal credito bancario ordinario:

  1. Posizione Finanziaria Netta (PFN): Escludendo i rapporti infragruppo, la PFN evidenzia una cassa e liquidità disponibili per 213,2 milioni di euro, confermando un saldo finanziario positivo. Se si ricomprendono i debiti infragruppo (gestiti dalle holding di vertice), l'esposizione rimane ampiamente sotto controllo e ben bilanciata.
  2. Ciclo Finanziario: Il ciclo operativo genera cassa in modo strutturale, registrando 7 giorni netti di apporto positivo:
  • rotazione delle scorte: 13,6 volte/anno (~26 giorni medi di giacenza);
  • tempi medi di incasso da clienti: 50 giorni;
  • tempi medi di pagamento ai fornitori: 83 giorni.

In sintesi, la dilazione concessa dai fornitori copre integralmente il capitale circolante operativo, riducendo gli oneri finanziari per il sistema bancario e liberando risorse interne.
In termini di sintesi grafica finanziaria ("Come Paga"), l'area di potenziale vulnerabilità o squilibrio finanziario aumenta al 29%, a fronte di un 71% di piena solidità operativa e patrimoniale. Il problema maggiore è il Capitale Circolante netto Negativo, quindi un certo squilibrio nelle scadenze finanziarie. Però solo se non si considera a lungo termine anche l’infragruppo.

RATING E AFFIDABILITÀ CREDITIZIA: qualità e profilo di rischio
Gli indicatori sintetici di affidabilità creditizia collocano il comparto nelle fasce di vertice:
 Mediocredito Centrale & Basilea 3: Valutazione di massima qualità (Fascia 1, Classe A), caratterizzata da elevata indipendenza finanziaria e forte capacità di copertura degli oneri finanziari.
Altman Z-Score (ZSA): Il punteggio si attesta a 2,9, posizionandosi nella fascia di sicurezza/incertezza fisiologica ma privo di qualsiasi segnale di stress operativo.
Rating tipo S&P da noi riadattato: conferma una reputazione creditizia eccellente pari a AAA+.
 
EVALUATION & EQUITY VALUE: quanto vale il settore?
L'elaborazione del valore d'impresa (Enterprise Value  EV) e del capitale proprio (Equity Value EqV) analizza il comparto come se fosse un'unica entità integrata, bilanciando patrimonio netto e capacità di generazione futura di cassa:

  •  Enterprise Value (EV): 2.140 milioni di euro.
  • Equity Value (EqV): 1.910 milioni di euro.

 Moltiplicatori di mercato risultanti come media dell’aggregato:

  •  EV / EBITDA: 7,3x
  • Prezzo / Utile (P/E): 12,1x
  • Prezzo / Valore Contabile (P/B): 1,7x
  • Leva Operativa Buyout (EV / EqV): 1,1x

La capacità di mantenere multipli di valutazione sostenibili ed equilibrati testimonia il valore dell'avviamento e l'efficienza complessiva del management nell'affrontare le fasi di assestamento del mercato.

(Articolo di Alfredo Ballarini - alfredo@ballarini.info per CER Giornale NEWS, ottobre 2026)