Vai alla lista notizie Notizie Industria ceramica: la filiera in movimento 16 luglio 2026 Editoria Materia: CER Giornale Salva nei preferiti Dal porto di Ravenna alle reti di spedizione internazionale; dai flussi di approvvigionamento delle materie prime ai trasporti e all'intermodalità: fattori strategici per la competitività del distretto di Sassuolo. La competitività della ceramica italiana non dipende soltanto dalla qualità del prodotto, ma anche dall’efficienza della rete di trasporti che collega fornitori, porti, operatori logistici e mercati di destinazione. Dal ruolo strategico del porto di Ravenna alle sfide dell’export e dell’approvvigionamento delle materie prime, il sistema dei trasporti si conferma un elemento centrale per sostenere la crescita e la presenza internazionale del distretto di Sassuolo. Proprio per questo motivo, anche nel 2025, il porto di Ravenna si attesta come infrastruttura importante per il comparto dell’industria ceramica italiana. È proprio da lì che storicamente passa il 50% delle materie prime essenziali alla produzione delle piastrelle nel nostro Paese. Il porto di Ravenna, unico scalo commerciale dell’Emilia-Romagna, con oltre 28 milioni di tonnellate di merce movimentata nel 2025, ancora una volta si posiziona al primo posto in Italia per il traffico di merci secche alla rinfusa, linfa vitale che alimenta il sistema produttivo italiano. “In particolare nel 2025 - dice Francesco Benevolo, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro settentrionale - sono state movimentate nel porto quasi 4 milioni di tonnellate di materie prime destinate alla produzione delle ceramiche, con un aumento del 2,3% rispetto al 2024. E questo nonostante il perdurare di una situazione geopolitica sicuramente critica”. Il porto è però riuscito sin da subito a reagire, a trovare nuove fonti di approvvigionamento e ad adattarsi, con quella flessibilità che solo un porto mutipurpose, quale è Ravenna, sa esprimere e che nel tempo si è dimostrata vincente. “Naturalmente - continua Benevolo - i tanti investimenti in corso hanno giocato e giocano un ruolo determinante nel riaffermare la competitività del nostro porto consolidandone il posizionamento a livello nazionale ed internazionale. In questa ottica agli importanti progetti di potenziamento infrastrutturale si sono affiancati nel tempo a quelli legati alla sostenibilità, alla transizione energetica e alla digitalizzazione, per garantire allo scalo non solo di continuare ad essere uno snodo logistico fondamentale, ma anche per renderlo un hub energetico ed uno smart port al servizio del Paese”. Per questo oltre agli interventi di approfondimento dei fondali e di adeguamento delle banchine, che proseguono, il porto di Ravenna, recentemente, si è dotato, primo in Italia, di una moderna rete 5G che copre tutta l’area portuale e consentirà servizi innovativi a supporto di una sempre migliore logistica e di una sempre maggiore sicurezza. “Ugualmente, va ricordato che il porto di Ravenna - conferma il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro settentrionale - ha già un terminal per la fornitura di GNL alle navi ed un rigassificatore a mare per l’approvvigionamento energetico nazionale. L’Autorità di Sistema Portuale, inoltre, sta ultimando la realizzazione di un campo fotovoltaico da 35 MW a servizio anche delle navi da crociera che attraccheranno al Terminal Passeggeri, cui fornirà energia green tramite un impianto di cold ironing”. In questo modo le grandi navi potranno sostare senza dover tenere accesi i propri generatori, con evidenti benefici di carattere ambientale. Vi sono poi altri soggetti che stanno portando avanti importanti progetti sempre in ambito energetico: il progetto Agnes, che prevede la realizzazione di un campo eolico off-shore ed il progetto della CCS (Carbon Capture Storage) per l’immagazzinamento della CO2 nei giacimenti di gas esausti al largo di Ravenna, in corrispondenza di piattaforme non più attive. “Speriamo che tutte queste progettualità - conclude Benevolo - possano trovare piena attuazione quanto prima, andando a completare quel quadro di attività che già rendono il porto di Ravenna anche hub energetico strategico non solo per i propri operatori, ma per l’intero Paese”. Esiste una rete di trasporti fondamentale per la competitività del distretto ceramico di Sassuolo: quella che ogni giorno garantisce l’arrivo delle materie prime necessarie alla produzione. Argille e altri materiali percorrono migliaia di chilometri attraverso l’Europa e il Mediterraneo per raggiungere le aziende del comprensorio. Tra le realtà che operano a monte della filiera ceramica figura Geomix Srl, azienda con sede a Sassuolo specializzata nella lavorazione e distribuzione di materie prime, impegnata quotidianamente nella gestione dei trasporti che collegano i principali Paesi fornitori al distretto ceramico italiano. “Le principali aree di approvvigionamento - spiega Benedetto Montermini, amministratore e socio di Geomix Srl - sono Germania, Turchia, Romania, India, Spagna, Francia, Serbia e Portogallo”. Si tratta di flussi consolidati che negli ultimi anni hanno tuttavia subito alcuni cambiamenti. “Germania, Turchia e Romania – sottolinea Montermini - erano già importanti bacini di fornitura di argille anche quando arrivavano in Europa grandi quantitativi (pari a 2 milioni di tonnellate all’anno) di argilla ucraina. Paesi come India, Spagna e Portogallo erano, invece, territori da cui non se ne importava, se non in piccole quantità”. Dal punto di vista dei trasporti, la filiera si sviluppa attraverso modalità differenti a seconda dell’origine del materiale. “Dalla Germania e dalla Serbia - afferma l’amministratore di Geomix - utilizziamo prevalentemente il trasporto ferroviario mediante vagoni dedicati, mentre per le altre provenienze il materiale raggiunge il porto di Ravenna via mare e da lì viene trasferito nel distretto tramite camion”. Un modello che vede nello scalo ravennate il principale punto di accesso delle materie prime destinate alle industrie ceramiche italiane. La politica di Geomix è di curare tutte le fasi di trasporto dalle cave al cliente finale con il classico “franco destino cliente”. Circa l’intermodalità afferma che “abbiamo iniziato a farla, in particolare dalla Germania, vari anni fa, ma la capacità di carico disponibile non è mai aumentata nel tempo, anzi tende a diminuire”. Tra le principali criticità figurano la carenza di vagoni ferroviari dalla Germania e, negli ultimi anni, le difficoltà nel reperire trasportatori via gomma per l’ultimo tratto tra Ravenna e il comprensorio ceramico. “Purtroppo - continua - la rete ferroviaria in questo tratto Ravenna-Sassuolo non è mai riuscita a svilupparsi a costi competitivi rispetto al via gomma”. In ogni caso, la gestione dei trasporti richiede oggi una crescente capacità di adattamento. “Il settore delle materie prime - conferma Montermini - è soggetto a numerose variabili che spesso non sono facilmente prevedibili. Per questo motivo cerchiamo di diversificare il più possibile le fonti di approvvigionamento, così da avere sempre alternative disponibili”. Un approccio che si è rivelato particolarmente utile anche in occasione di eventi geopolitici o problematiche locali: “Lo scorso anno – rivela lo stesso Benedetto Montermini - abbiamo iniziato a importare argilla dall’India, ma alcune tensioni nell’area mediorientale legate allo stretto di Hormuz hanno provocato difficoltà nell’approvvigionamento di carburante per i trasporti interni, con conseguenti ritardi nel trasferimento del materiale dalle cave ai porti”. Tra i temi più rilevanti emerge quello dei costi: “Nel nostro settore - chiude l’amministratore di Geomix - il trasporto rappresenta storicamente una componente molto importante del costo finale. Considerando il prodotto consegnato al cliente, la logistica e il trasporto incidono mediamente tra il 60 e il 70% del valore complessivo”. Un’altra azienda che, da oltre trent’anni, opera nell’approvigionamento di materie prime è la Effediesse Srl di Sassuolo, distribuendo principalmente argille, bentoniti, feldspati e altre materie prime minerali destinate alla produzione di impasti ceramici. “Grazie ad una rete consolidata di fornitori internazionali – afferma Davide Mighali, direttore generale di Effediesse - siamo in grado di garantire un approvvigionamento completo delle principali materie prime. Le nostre fonti di rifornimento comprendono Italia, Turchia, Spagna, Portogallo, Nord Africa, Sudafrica e Brasile”. Negli ultimi anni le rotte hanno, però, subito profonde trasformazioni a causa di fattori come “l’aumento dei costi logistici, le tensioni geopolitiche e la necessità di garantire maggiore sicurezza negli approvvigionamenti. Oggi la ricerca di nuove origini è diventata una componente strategica per assicurare continuità produttiva e competitività”. La movimentazione avviene attraverso un sistema fortemente intermodale. “Considerando le distanze tra i bacini estrattivi e i mercati di destinazione - aggiunge il direttore generale di Effediesse - il trasporto marittimo rappresenta il 100% della tratta internazionale. Una volta giunti nei Paesi di destinazione, le materie prime vengono distribuite per circa il 65% tramite camion, il 25% attraverso ferrovia e il restante 10% mediante chiatte fluviali”. La combinazione tra nave, ferrovia e gomma rappresenta oggi una soluzione indispensabile per gestire volumi elevati, i tempi di consegna e contenere i costi. Tuttavia, per Mighali, non mancano le criticità che riguardano “la congestione di alcuni porti, la volatilità dei costi di trasporto e, in alcune aree, la disponibilità di mezzi e infrastrutture logistiche adeguate. Si tratta comunque di aspetti che possono essere affrontati efficacemente attraverso una corretta pianificazione e una rete di partner affidabili”. Particolare attenzione richiedono le forniture provenienti dalle aree più lontane o caratterizzate da una disponibilità limitata: “Le maggiori complessità riguardano i materiali trasportati via nave su lunghe distanze, ma anche in questo caso, grazie all’esperienza maturata negli anni e alla collaborazione con operatori qualificati riusciamo comunque a garantire elevati livelli di affidabilità e continuità del servizio”. L’intermodalità viene considerata una delle principali opportunità di sviluppo per il settore, anche se il suo pieno potenziale non è ancora stato espresso. “Il trasporto ferroviario potrebbe svolgere un ruolo molto più importante nella riduzione dell’impatto ambientale della logistica, ma oggi i costi operativi spesso non risultano competitivi rispetto alle alternative”. Secondo Mighali, sarebbero necessari maggiori investimenti infrastrutturali e forme di sostegno dedicate per favorire una diffusione più ampia di queste soluzioni. L’aumento dei costi logistici rappresenta una delle principali trasformazioni degli ultimi anni. “Per alcune origini il costo del trasporto è diventato una componente strategica tanto quanto il valore della materia prima stessa”. A incidere sono stati l’aumento dei costi energetici, la crescente complessità delle catene di approvvigionamento e le tensioni geopolitiche che hanno interessato diverse rotte marittime internazionali. “La riduzione delle scorte di magazzino ha reso la puntualità delle consegne un elemento essenziale. La capacità di garantire forniture programmate e costanti rappresenta ormai un fattore competitivo determinante”. Mighali conclude affermando che le sfide principali future saranno quelle di “continuare a diversificare le fonti di approvvigionamento, investire nelle infrastrutture e favorire una maggiore integrazione tra le diverse modalità di trasporto. Innovazione, digitalizzazione e collaborazione tra imprese e istituzioni saranno elementi decisivi per mantenere competitiva la filiera ceramica italiana sui mercati internazionali”. La capacità di raggiungere in modo efficiente i mercati internazionali rappresenta da sempre uno dei principali fattori competitivi del distretto ceramico di Sassuolo. In uno scenario globale caratterizzato da tensioni geopolitiche, trasformazioni delle rotte commerciali e crescente richiesta di affidabilità nelle consegne, il sistema logistico e quello dei trasporti sono chiamati a rispondere a sfide sempre più complesse. General Noli, società che opera nel settore delle spedizioni internazionali e che è presente a Sassuolo da diversi decenni, accompagna da sempre l’evoluzione dei mercati di destinazione del distretto ceramico. “Per molti anni - osserva Angelo Bulgarelli, Managing Director di General Noli a Sassuolo - la nostra attività si è concentrata prevalentemente su Stati Uniti, Canada e Brasile,oltre che su Medio Oriente e Far East mercati storicamente strategici per le esportazioni del settore. Negli ultimi tre anni, però, le mutate esigenze del mercato e le nuove sfide del commercio internazionale ci hanno spinto a rafforzare la nostra presenza con l’apertura di propri uffici a Dubai, in Cina nelle cinque principali piazze commerciali e, più recentemente, nel Sud-Est Asiatico, ampliando i servizi offerti via mare e via aerea”. Per operare con successo sui mercati internazionali non basta disporre di strumenti tecnologici avanzati. “Conoscere i mercati ed essere costantemente aggiornati - sottolinea Bulgarelli - è fondamentale per fornire soluzioni adeguate alle esigenze della clientela, garantendo efficienza e rapidità di esecuzione”. La conoscenza delle normative locali, delle procedure doganali e delle peculiarità operative dei diversi Paesi è infatti un elemento sempre più determinante. “La disponibilità di strutture di stoccaggio e la possibilità di gestire consegne e follow-up sul territorio – aggiunge il Managing Director di General Noli - rappresentano oggi un importante valore aggiunto”. Particolare attenzione richiedono, inoltre, alcune aree asiatiche. “Paesi come India, Vietnam, Cambogia, Bangladesh e altre aree simili – dice Bulgarelli - presentano normative e procedure che richiedono una conoscenza approfondita per evitare problematiche che possono causare ritardi significativi e, nei casi più complessi, compromettere l’esito della spedizione”. Ad influenzare l’organizzazione dei trasporti sono anche le tensioni geopolitiche internazionali. Le recenti crisi che hanno interessato alcune delle principali rotte marittime mondiali hanno avuto conseguenze dirette anche sul settore ceramico. “Le deviazioni dei percorsi di navigazione – evidenzia Bulgarelli - hanno comportato tempi di transito più lunghi e importanti incrementi dei costi di trasporto”. In questo contesto l’intermodalità continua a rappresentare uno degli asset strategici del distretto. Da anni il collegamento tra Sassuolo e i principali porti italiani si basa in larga misura sull’integrazione tra trasporto su gomma e trasporto ferroviario. “Il sistema intermodale - spiega Bulgarelli - consente di movimentare volumi maggiori rispetto al tutto camion e permette di ottenere risparmi significativi sui costi (nell’ordine del 20-30% a seconda delle tratte)”. Ogni sera dal comprensorio partono una decina di convogli ferroviari con diverse centinaia di container diretti verso gli scali del Nord Italia e, più recentemente, anche verso quelli del Sud. Pur dovendo fare i conti con le criticità della rete ferroviaria e con fenomeni di congestione nei terminal portuali, il trasporto combinato rappresenta oggi una soluzione imprescindibile per sostenere i flussi di export del settore. Una scelta che le aziende hanno progressivamente adottato con crescente convinzione, riconoscendone sia i vantaggi economici sia quelli operativi. Per il futuro resta centrale il tema delle infrastrutture: “La viabilità - sottolinea Angelo Bulgarelli - è il fulcro di ogni attività. Per continuare a crescere il distretto ha bisogno di collegamenti stradali e ferroviari sempre più efficienti e capaci di garantire un accesso rapido ai mercati internazionali”. Una necessità che si accompagna alla crescente richiesta di puntualità da parte dei clienti, soprattutto per forniture legate a specifici progetti, dove il rispetto delle tempistiche diventa un elemento essenziale. Guardando ai prossimi anni, la competitività del sistema logistico al servizio della ceramica italiana dipenderà dalla capacità di coniugare affidabilità, velocità e sostenibilità economica: “Chi saprà garantire ritiro, partenza e consegna nei tempi richiesti avrà un vantaggio competitivo sempre maggiore sui mercati globali”. (Articolo di Andrea Ghiaroni, pubblicato in CER il giornale della ceramica n. 417)