Vai alla lista notizie Notizie I CAM edilizia 2025: le novità 25 giugno 2026 Edilizia Editoria Materie: Edilizia sostenibile CER Giornale Salva nei preferiti Pubblicati l’aggiornamento normativo e le nuove metodologie per la sostenibilità degli appalti pubblici. Le opportunità per la ceramica e i laterizi. L’edilizia pubblica italiana entra in una nuova fase di consolidamento dei criteri di sostenibilità ambientale con l’entrata in vigore dei nuovi Criteri Ambientali Minimi per l’edilizia 2025, operativi dal 2 febbraio 2026. Il tema è stato approfondito nel corso di un seminario tecnico ospitato presso la sede di Confindustria Ceramica a Sassuolo il 27 marzo scorso, in un’occasione di confronto tra istituzioni, professionisti e rappresentanze del comparto ceramico. L’incontro ha avuto come riferimento il D.M. 24/11/2025, che aggiorna e sostituisce il precedente impianto dei criteri ambientali minimi, integrando anche il correttivo del 2024 e rafforzando ulteriormente il ruolo dei CAM all’interno del Codice dei contratti pubblici. Il sistema viene così confermato come strumento centrale attraverso cui la Pubblica Amministrazione indirizza gli appalti per la progettazione, realizzazione e gestione degli edifici pubblici, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale lungo l’intero ciclo di vita delle opere. Nel corso dei lavori è stato sottolineato come il nuovo decreto rappresenti l’esito di un percorso di confronto e di perfezionamento durato tre anni, che ha coinvolto amministrazioni pubbliche, enti di ricerca e associazioni di categoria. Tra queste, Confindustria Ceramica ha contribuito attivamente allo sviluppo normativo e, successivamente, all’entrata in vigore del decreto, ha lavorato alla definizione e diffusione di linee guida operative, al fine di favorire il dialogo tra normativa e applicazione industriale. Le linee guida I prodotti ceramici nei CAM Edilizia 2025 sono state quindi presentate durante il seminario e sono disponibili sul sito dell’Associazione. Impianto normativo e criteri di applicazione L’intervento di Sergio Saporetti, del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, ha inquadrato l’evoluzione dei CAM dal punto di vista regolatorio, evidenziando una maggiore sistematizzazione dei criteri e una più chiara articolazione delle fasi del processo edilizio: progettazione, affidamento ed esecuzione. L’elemento centrale del nuovo impianto è il rafforzamento del sistema di verifica: ogni requisito ambientale è ora accompagnato da specifiche modalità di dimostrazione della conformità, con l’obiettivo di rendere più uniforme e controllabile l’applicazione dei criteri lungo tutta la filiera degli appalti pubblici. In questo senso, i CAM vengono confermati non solo come insieme di requisiti prestazionali, ma come una vera e propria struttura metodologica integrata nel processo decisionale della committenza pubblica. Un secondo approfondimento tecnico è stato poi fornito da Caterina Gargari, esperta LCA e coordinatrice del gruppo UNI “Sostenibilità in edilizia”, che ha illustrato l’evoluzione degli strumenti LCA (Life Cycle Assessment) e LCC (Life Cycle Costing). I nuovi CAM introducono infatti un approccio semplificato e armonizzato a livello europeo, che rende tali metodologie parte integrante della valutazione di sostenibilità degli interventi. L’analisi del ciclo di vita non si limita più alla sola quantificazione degli impatti ambientali, ma integra anche la dimensione economica lungo l’intera durata dell’opera, includendo costruzione, esercizio, manutenzione e fine vita. Si rafforza così un modello di valutazione multicriteriale che rende confrontabili le diverse soluzioni progettuali sulla base di una durata di vita delle opere di almeno 100 anni; termine temporale obbligatorio introdotto dai nuovi CAM per la misura della sostenibilità degli edifici. Verifica dei requisiti e ricadute sulla filiera produttiva Un focus specifico è stato poi riservato alla filiera ceramica con l’intervento di Alfonsina Di Fusco di Confindustria Ceramica, che ha analizzato sia il posizionamento sia il contributo dei prodotti ceramici al soddisfacimento dei requisiti di questo nuovo quadro normativo. Laterizi, piastrelle e sanitari risultano direttamente e indirettamente coinvolti in numerosi criteri prestazionali e ambientali, con interessanti ricadute su più aspetti progettuali e costruttivi. Ad esempio, essendo stata significativamente consolidata l’importanza della qualità e della salubrità di spazi e materiali, ed anche l’attenzione al mantenimento delle prestazioni degli edifici nel tempo, i prodotti da costruzione della filiera ceramica assumono sicuramente una funzione prioritaria in tal senso. Sul piano applicativo, Riccardo Pascolo del Centro Ceramico ha approfondito le modalità operative di verifica dei requisiti CAM, con particolare riferimento al ruolo della documentazione tecnica. Pascolo ha sottolineato come oggi la conformità non possa essere basata su autodichiarazioni, ma debba essere necessariamente supportata da evidenze tecniche verificabili e tracciabili. In questo contesto, progettisti e direzioni lavori assumono un compito centrale nel garantire il rispetto dei criteri, diventando i soggetti chiave nel processo di controllo tecnico-amministrativo degli appalti pubblici. Confronto operativo e prospettive applicative La parte conclusiva del seminario, articolata in una sessione domande e risposte con i partecipanti, ha rivelato un forte interesse proprio verso le modalità applicative dei nuovi CAM e la necessità di strumenti operativi chiari a supporto degli operatori. Dal dibattito è emersa quindi l’esigenza di una maggiore standardizzazione interpretativa, in grado di ridurre le incertezze applicative nella fase di progettazione e in quella di gara. In questo senso, i CAM vengono letti non soltanto come obbligo normativo, ma come dispositivo tecnico di indirizzo in grado di orientare le scelte progettuali e produttive. La chiusura dei lavori ha infatti ribadito come il nuovo sistema dei criteri ambientali minimi rappresenti un passaggio evolutivo significativo per il settore delle costruzioni, rafforzando la connessione tra normativa, strumenti di analisi del ciclo di vita e filiera produttiva. L’obiettivo complessivo è quello di consolidare un modello di edilizia pubblica più misurabile, trasparente e orientato alla sostenibilità lungo tutto il ciclo di vita dell’opera, favorendo un crescente allineamento tra obiettivi di sostenibilità ambientale e competitività industriale, in un sistema in cui il vincolo normativo diventa fattore abilitante per l’innovazione della filiera delle costruzioni. Le presentazioni dei relatori sono disponibili su: www.confindustriaceramica.it/w/cam-edilizia-2025