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Il nuovo Regolamento europeo 2025/40

16 luglio 2026
Commercio e mercati
Editoria
Materie: Commercio internazionale CER Giornale
PPWR infografica

La mappa della conformità per le imprese e l’orizzonte dell’export. Aziende e sistemi EPR verso le prime scadenze del PPWR fissate al 12 agosto: prime prove di sostenibilità degli imballaggi come pilastro normativo e strategico per il mercato unico.

di Simona Fontana, Direttore generale CONAI

L’evoluzione normativa europea in materia di economia circolare sta delineando un nuovo scenario competitivo per il sistema produttivo. Al centro di questa trasformazione c’è il Regolamento UE 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR), entrato ufficialmente in vigore l’11 febbraio 2025. Un impianto normativo europeo immediatamente applicabile, che coinvolge tutti gli imballaggi immessi sul mercato dell’Unione, senza alcuna distinzione tra canali di consumo domestici, commerciali o industriali. E che quindi rappresenta una novità che coinvolge tutti gli attori della filiera produttiva e distributiva europea, data la trasversalità degli imballaggi e delle nuove prescrizioni previste.
La prima scadenza è imminente: il 12 agosto 2026. A partire da questa data, l’attenzione si concentrerà sugli obblighi di documentazione tecnica e sulla Dichiarazione di Conformità UE. Non un mero adempimento formale, ma un presidio di legalità commerciale che le imprese avranno l’obbligo di conservare per cinque anni nel caso di imballaggi monouso, e per dieci anni per le soluzioni riutilizzabili, a partire dalla data di immissione sul mercato. L’imballaggio di fatto diventa un prodotto su cui le aziende devono garantire un presidio.

Per quanto riguarda l’ordinamento italiano, il cammino è tracciato: il Governo si è dato tempo al massimo fino al 9 dicembre 2026 per adottare i decreti per l’adeguamento della disciplina nazionale e la definizione di un sistema sanzionatorio proporzionato e dissuasivo. I contenuti tecnici, emersi anche dal recente incontro informativo promosso da Confindustria Ceramica in collaborazione con CONAI, tracciano una roadmap serrata da qui ai prossimi anni, che impone una revisione profonda delle strategie di ecodesign. 
Già dal 12 agosto 2026 scatteranno le prime prescrizioni, ma è il 2030 l’anno di svolta: tutti gli imballaggi dovranno essere formalmente riciclabili, classificati secondo rigide classi di prestazione ancora in fase di definizione a livello UE. Lo spazio vuoto all’interno di imballaggi multipli, da trasporto e di quelli per il commercio elettronico non potrà superare il 50%, e gli imballaggi in plastica dovranno integrare quote obbligatorie di riciclato fino al 35% a seconda della tipologia. Nel mezzo nuove regole armonizzate di etichettatura dovranno essere applicate su tutti gli imballi.
In questo contesto d’insieme, la gestione dei flussi legati all’export richiede un’analisi ancora più tempestiva, specialmente per le imprese che operano sui mercati dell’Unione Europea, dove i regimi di Responsabilità Estesa del Produttore seguono il principio cardine del First Placer: in linea generale chi immette per primo una merce imballata in uno Stato membro, direttamente ad un consumatore o a un utilizzatore finale professionale, ne diventa responsabile finanziario e operativo, senza che siano previste franchigie o soglie minime di esenzione legati ai volumi commerciali.  

Il caso della Francia è emblematico di questa necessaria transizione. Sotto la spinta del Codice dell’Ambiente e della Loi AGEC, il Paese ha avviato un’estensione del regime EPR agli imballaggi professionali (industriali, commerciali e logistici), destinata a entrare in piena operatività a partire dal 1° luglio 2026. In linea con la logica del PPWR si amplia il perimetro della responsabilità del produttore a tutte le tipologie di imballaggi utilizzate nei flussi B2B, imponendo agli operatori economici, inclusi esportatori e venditori a distanza, l’obbligo di gestire il fine vita degli imballaggi attraverso l’adesione a eco-organismi autorizzati o sistemi equivalenti. 
In questo contesto, i soggetti responsabili devono registrarsi nel quadro del sistema francese EPR e ottenere un Identificativo Unico (IDU) rilasciato dalle autorità competenti, nonché garantire adeguati livelli di tracciabilità e dichiarazione dei quantitativi immessi sul mercato. 



Novità questa che arriva dato che il sistema EPR in vigore in Francia fino ad oggi si è occupato esclusivamente dei rifiuti di imballaggio generati dalle famiglie e presenti in raccolta urbana. Tema, questo, che il sistema CONAI ha affrontato sin dall’origine, prevedendo un modello “ALL IN” che dal 1997 vede all’interno dello stesso sistema coesistere imballaggi primari, secondari e terziari, nonché soluzioni di riutilizzo, riciclo, rigenerazione e compostaggio, il tutto in sussidiarietà al mercato. La complessità di questa transizione, fatta nel mentre in cui si definiscono ancora alcune delle regole di applicazione, non deve però spaventare. Piuttosto, spingere a un utilizzo strategico degli strumenti di supporto disponibili. I canali di assistenza dedicati di CONAI e il lancio di applicativi bilingue come Packaging4EU nascono proprio con l’obiettivo di supportare le imprese nell’adeguamento alle nuove prescrizioni e nell’esportazione, offrendo una guida chiara sui sistemi EPR dei diversi paesi europei, sulle etichettature ambientali e sugli adempimenti contributivi richiesti all’estero. 

Affrontare i requisiti del PPWR e le scadenze significa adeguarsi a un nuovo quadro e (forse soprattutto) comprendere che la sostenibilità dell’imballaggio è ormai un fattore intrinseco della qualità del prodotto e un elemento qualificante della catena del valore. 
Le aziende che sapranno anticipare i requisiti di riciclabilità, che investiranno nell’impiego di materie prime seconde e ottimizzeranno la logistica in chiave di efficienza dei volumi, non solo garantiranno la propria conformità legale, ma consolideranno la propria autorevolezza e competitività sul mercato globale. La transizione verso l’economia circolare è un percorso obbligato, e gli strumenti per governarla sono già a disposizione del nostro sistema industriale.

www.conai.org 

Vedi anche: Regolamento (UE) 2025/40 su imballaggi e rifiuti di imballaggio (PPWR): il punto sulla situazione

 

 

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Enrico Lupi