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L’idrotermosanitario vale 43 miliardi di euro

20 aprile 2026
Editoria
Materia: CER Giornale
Settore idrotermosanitario

Da uno studio Nomisma-Angaisa il fatturato 2024 della filiera dell’idrotermosanitario è generato da 15.106 società di capitali e 8.656 società di persone

Un fatturato 2024 complessivo pari a 42,8 miliardi di euro, 23.762 imprese attive tra produttori, distributori, installatori e studi tecnici (l’11,4% operanti nella vendita al dettaglio di materiali edili e ceramiche) e 125.721 addetti (+6,4% rispetto all’anno precedente), con una media di 9 occupati per azienda. Questi sono alcuni dei dati del settore idrotermosanitario italiano, illustrati durante il XXVI Convegno Nazionale ANGAISA del 4 dicembre 2025 a Milano e frutto di uno studio realizzato da Nomisma. Il contesto macroeconomico è segnato da tensioni e incertezze che pesano sull’economia globale in modo rilevante: nel nostro Paese gli indicatori di produzione (-1,2%) e vendite (-0,3%) sono in calo rispetto al 2024, con un trend dei prezzi al consumo che cresce più delle retribuzioni e una conseguente perdita del potere di acquisto pari al 6,4% (fonte Nomisma, dati ottobre 2025).

In questo quadro di volatilità, il fatturato 2024 del comparto idrotermosanitario ha raggiunto i 42,8 miliardi di euro, grazie all’attività di oltre 15mila società di capitali e più di 8.600 società di persone. Le prime registrano, per il secondo anno consecutivo, un calo di unità (-8,3% nel 2023 e -10,9% nel 2024), scontando i precedenti aumenti del numero di aziende registrati negli anni boom del bonus 110%. Andamento differente per gli occupati, che dopo una frenata nel 2023 (-17,4% rispetto al picco del 2022), sono in continua crescita nell’ultimo quinquennio, passando dai 111mila del 2019 agli oltre 125mila del 2024.
Se guardiamo la distribuzione geografica delle sole società di capitali (vendite 2024 a 36,3 miliardi di euro, -18,6%), il 74% del fatturato, pari a oltre 26 miliardi, viene generato nel Nord del Paese, mentre il 14% viene creato nel Centro e il 12% nel Sud Italia. Il Nord Ovest si conferma il territorio con il maggior numero di imprese (il 31% pari a 4.755) e con il minor calo di fatturato annuo (-10%).



Da un rapido confronto con il mondo della produzione, vediamo come i dati di fatturato e addetti delle società di capitali siano allineati: infatti le oltre duemila aziende produttrici (tra cui anche i produttori di ceramica) fatturano 38,6 miliardi euro e impiegano oltre 127mila addetti, contro appunto i 36,3 miliardi e 125mila addetti della distribuzione organizzata di ANGAISA. In termini di valore aggiunto, l’impatto del settore idrotermosanitario sull’economia italiana ammonta a 93,1 miliardi di euro, se si includono quello indiretto e gli indotti: ogni euro di valore aggiunto generato dalle imprese dell’idrotermosanitario genera 4,2 euro nell’intera economia nazionale.


 

Nel dettaglio, Nomisma stima 22,3 miliardi di valore aggiunto diretto, 41 miliardi generati lungo la catena del valore (indiretto) e 29,8 miliardi derivanti dai consumi delle famiglie coinvolte (indotto).  L’effetto moltiplicatore dell’occupazione è anche maggiore: ogni occupato attivato dalle imprese della filiera idrotermosanitaria attiva 5,1 occupati a livello nazionale, arrivando quindi a sfiorare gli 1,3 milioni di addetti (oltre 250mila occupati diretti, 663mila indiretti e 405mila nell’indotto).

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SR
Simone Ricci
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