Vai alla lista notizie Notizie Impiantisti, fatturato giù, margini stabili 20 aprile 2026 Editoria Materia: Newsletter Salva nei preferiti di Alfredo Ballarini Il settore delle società di impiantisti rivolti alla produzione di piastrelle e lastre in ceramica, osservato attraverso un campione di 105 società omogeneamente presenti nei tre anni considerati, ha visto nel 2024 un fatturato in diminuzione rispetto al biennio precedente, con un valore sceso del 9,6%. Una frenata brusca nelle vendite del comparto, che tuttavia non ha avuto conseguenze pesanti sulla redditività. Anzi, se non fosse aumentato il costo del personale dipendente (salito in peso di oltre 3 punti percentuali come incidenza sui ricavi), il peso dell’Ebitda (in questo bilancio aggregato passato dall’11,1% al 10,25%) sarebbe addirittura aumentato rispetto al valore prodotto. E questa è la notizia buona. Quella cattiva è che il livello di margine lordo del settore degli impiantisti è decisamente inferiore alla percentuale media del 15% di cui si è parlato per i dazi sulle esportazioni italiane negli Usa (al lordo delle tante incertezze applicative). Non siamo ancora al corrente di dati certi e consuntivi su questo argomento. Certamente è un nuovo fattore con cui si dovranno fare i conti, anche per le possibili ripercussioni sull’economia globale e sugli USA in particolare. Perché se è vero che i dazi rappresentano nuove entrate statali per quel paese, è anche vero che i produttori che lì esportano non potranno fare a meno di ribaltarli almeno in parte sui prezzi, con conseguenze tutte da verificare. Anzi, dagli ultimi dati disponibili a fine 2025 sembra che il deficit commerciale Usa sia peggiorato, ma è una situazione tutta in divenire. Tornando al bilancio aggregato degli impiantisti, quanto osservato di positivo sull’Ebitda percentuale nasce da una sostanziale tenuta del valore aggiunto che, in valore assoluto, risulta appena inferiore all’anno precedente. Il che conferma la qualità del lavoro svolto in questo settore, sia come apprezzamento da parte dei clienti finali sia come efficienza, a livello di progettazione iniziale, nel contenere i costi. L’Ebit ha subito una frenata maggiore, diminuendo il suo apporto ai ricavi di quasi 2 punti percentuali, passando dal 7,69% al 5,85% del valore prodotto a causa dell’aumento degli ammortamenti. D’altra parte, se calcoliamo a bilancio gli investimenti fatti, osserviamo una crescita decisa della loro percentuale sul fatturato: dall’1,04 al 6,58%, dinamica che evidenzia un’ottimistica proiezione verso il futuro. Il successivo miglioramento del risultato della gestione finanziaria, unito a qualche rivalutazione e a minori imposte, riporta poi in leggera crescita, dal 6,8% al 7,05% sui ricavi, il peso percentuale dell’utile di esercizio alla fine del conto economico, pur diminuito in valore assoluto. Analisi Finanziaria (si veda l'allegato pdf) Il free cash flow della gestione corrente, visibile a fondo pagina della scheda di bilancio, continua a migliorare contribuendo alla diminuzione della posizione finanziaria netta PFN, che dal 24,4% si porta al 15,8% del fatturato come ben evidenziano i grafici circolari sulla destra della tabella nella stessa pagina. È un valore di indebitamento finanziario che rimane in un range ben gestibile e i numeri al di sopra della grafica circolare evidenziano come tale miglioramento sia dovuto alla somma di due componenti: da una parte il peso della PFN aumenta (+2,58%) a causa del minor fatturato (che è la base di calcolo della %), mentre dall’altra lo stesso peso diminuisce (-11,2%) grazie ad una diminuzione assoluta del valore del debito. Il ciclo finanziario dei crediti e debiti commerciali vede contrapposti i giorni medi di incasso dai clienti (segno – perché riguardano una mancata entrata di risorse) -90gg in peggioramento, ai giorni medi di pagamento ai fornitori (segno + perché riguardano una mancata uscita di risorse) +131gg, in miglioramento. Se consideriamo solo questi due valori, il ciclo temporale entrate-uscite è positivo per 131-90= 41 giorni. Se invece consideriamo anche il magazzino, che ruota 2,1 volte in un anno, cioè resta fermo per 360/2,1 = 171 giorni, il ciclo temporale entrate-uscite diventa negativo per +41 – 171 = -130 giorni. Ma parliamo del magazzino di impiantisti ovvero di imprese che lavorano su commesse di valore importante e con lunghi tempi di realizzazione. Nel ciclo finanziario, quando il segno algebrico è un segno meno si impegna cassa e viceversa quando il segno è più allora si libera cassa. Analisi della liquidità (si veda l'allegato pdf) Come si può osservare sia nel grafico della tesoreria netta in alto a destra della scheda del bilancio, sia nel foglio che analizza la struttura finanziaria nel report completo, il margine di tesoreria (che è come dire il “conto corrente” generale dell’impresa) è negativo, cioè i debiti non commerciali a breve superano la liquidità disponibile. Tuttavia, il saldo negativo si è molto ridotto rispetto all’anno precedente passando da oltre 700 milioni a quasi 135. Per andare più a fondo nell’analisi della liquidità, dobbiamo guardare il rendiconto finanziario a pagina 9 del report di settore. Da esso si comprende come la liquidità sia stata alimentata dalla gestione, che ha prodotto 446 milioni, e dalla diminuzione di circolante che ha generato 247 milioni. Mentre gli investimenti hanno assorbito liquidità per 190 milioni e la finanza ne ha utilizzati altri 75. Da questi movimenti deriva il miglioramento del margine di tesoreria visto in precedenza. Questa analisi permette di comprendere come non ci si debba fermare alla prima impressione data dall’importo della liquidità che appare a bilancio. È infatti necessario esaminare contestualmente la struttura finanziaria ed il rendiconto finanziario per poter avere un’idea completa della gestione dei flussi. Probabilità di previsione statistica per l’anno successivo (tabellina a destra sopra al ciclo finanziario nella Scheda del Bilancio) Per il 2024 le probabilità maggiori, risultanti dall’analisi statistica della serie temporale dei dati sull’Ebitda, propendevano a un calo del peso dell’Ebitda come in effetti si è verificato, anche se in misura inferiore rispetto alle premesse. Per il 2025 questa stessa analisi è più incerta con le probabilità maggiori che individuano l’Ebitda in un range di peso percentuale tra il 9,2 e l’11,3% rispetto al valore prodotto, con una leggera prevalenza nelle possibilità di calo. Tali probabilità esprimono il concetto del ritorno dei valori di una serie temporale di dati verso il livello prossimo alla loro media di periodo (mean reversion). Quanto più i valori considerati si sono discostati dalla loro media, tanto più alte saranno le probabilità che ritornino verso di essa. Invece quanto più sono vicini alla loro media, tanto maggiore sarà l’incertezza sul loro comportamento futuro. Rating di settore (leggibile decifrando il QR code in basso a destra della scheda con il bilancio) Riassumendo idealmente le caratteristiche economico-finanziarie di questo aggregato di imprese in un valore unitario di rating valutato con la scala S&P, ma con elaborazione nostra soggettiva, avremmo secondo calcoli semplificati un valore AAA- in miglioramento rispetto all’AA+ della precedente analisi. Allegati Bilancio IMPIANTI 2024-2022_ita-eng.pdf Report SETTORE IMPIANTISTI 2024-2023_ IT.pdf