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Il Giappone tra tradizione e nuove sfide

27 agosto 2025
Commercio e mercati
Editoria
Materie: CER Giornale Newsletter
Tokyio - Giappone

Nonostante un calo nella produzione, si assiste ad un nuovo contesto orientato alla sostenibilità e alla trasformazione edilizia. 

di Giulia Tallarita

L’industria ceramica giapponese si distingue ancora oggi per una produzione tradizionale, su piccola scala e orientata al mercato interno. Le esportazioni rappresentano solo una quota marginale del settore, limitando l’impatto delle recenti politiche tariffarie statunitensi sulle imprese nazionali. Yuzuru Kino, Direttore Generale del Japan Ceramic Tile Manufacturers Association conferma come la domanda di mercato si orienta verso l’edilizia non-residenziale, comparto spinto soprattutto dalla crescita del turismo internazionale.

Nel 2024, i consumi di piastrelle ceramiche in Giappone hanno raggiunto 29 milioni di metri quadri, con una lieve flessione attesa per il biennio 2025-2026 (fonte: Prometeia-Confindustria Ceramica). La produzione locale si attesta intorno ai 13 milioni di metri quadri, con un calo previsto a 11,7 milioni nel 2025. Le importazioni nel 2024 hanno toccato i 17,13 milioni di metri quadri, con i principali fornitori provenienti da Cina (48,8%), Italia (15,8%) e sud-est asiatico (31%). L’Italia ha esportato nel 2023 2,58 milioni di metri quadri di piastrelle, per un valore complessivo di 40,5 milioni di euro, ed un prezzo medio all’import di 15,7 €/mq, quasi il doppio del prezzo medio generale al consumo (8,9 €/mq). Un dato che conferma il posizionamento premium del prodotto italiano, e che ne afferma l’importanza in termini di qualità, tecnologia e design. A sostenerlo, Akio Aizawa della Nagoya Mosaic - Tiles, i cui clienti percepiscono istintivamente l’eccellenza della piastrella italiana e ne desiderano approfondire la conoscenza. La designer Yoshimi Sakakibara (Hashimoto Yukio Studio) evidenzia inoltre l’utilità delle grandi lastre italiane nei progetti open space, vista la limitazione produttiva locale, che non supera il metro di formato. Gli utilizzi, che spaziano dal residenziale all’hospitality, eccellono sia in funzionalità che in estetica, combinandosi perfettamente con il raffinato stile giapponese. 

Il mercato immobiliare rimane di forte impatto nell’economia giapponese, incidendo significativamente sul PIL e sull’occupazione. I prezzi degli immobili sono in aumento, ma il fenomeno è circoscritto soprattutto su specifiche aree urbane, come quella di Tokyo. Guardando al futuro, si prevede un possibile calo dei prezzi, legato all’invecchiamento della popolazione e al miglioramento dell’efficienza nella costruzione, un settore oggi frenato dalla carenza di manodopera specializzata. 
In quest’ottica, è fondamentale focalizzarsi su prodotti ad alto valore aggiunto con alte prestazioni ambientali ed estetiche. Il Ministero giapponese del Territorio, delle Infrastrutture, dei Trasporti e del Turismo (MLIT) ha avviato un gruppo di indagine per introdurre il Life Cycle Assessment (LCA) con l’obiettivo di adottarlo entro il 2028, seguendo il modello UE. Le prospettive di crescita rimangono positive, sostenute anche dagli investimenti governativi in infrastrutture sostenibili e resilienti ai disastri naturali, oltre che da grandi progetti quali il Chuo Shinkansen, la linea ferroviaria ad altissima velocità con tecnologia a levitazione magnetica, e l’Osaka Expo 2025.

Nonostante le sfide demografiche, le aree metropolitane di Tokyo, Osaka e Nagoya continuano a trainare il mercato, affiancate sempre di più da città di medie dimensioni che, grazie a politiche di decentralizzazione, registrano un aumento nelle nuove costruzioni. Il settore rimane sensibile alle fluttuazioni economiche globali e alle politiche interne, in particolare alla carenza di forza lavoro causata dall’invecchiamento della popolazione. In risposta, il governo sta promuovendo l’adozione di tecnologie avanzate basate sull’intelligenza artificiale, il machine learning e il Building Information Modeling (BIM), per aumentare la produttività e ridurre la dipendenza dal lavoro manuale. 

L'intero Country Report sul Giappone è pubblicato nella rivista CER il giornale della Ceramica n. 411 (maggio/giugno 2025), nella sezione Pubblicazioni del sito.